Monday, March 01, 2010

soluzioni su misura, da paura

sto assistendo [per non dire di peggio] alla globalizzazione dell'architettura che per eliminare il rischio si priva di contenuto, etica e morale.

my thoughts are fit for purpose.

Sunday, February 28, 2010

gradi di disperazione

il signore dell'est europa che seduto su un treno della hammersmith & city line scaccia i suoi problemi con sorsi furtivi ad una bottiglia di alcohol nascondendola ad intervalli irregolari al mondo e a se stesso; la giovane donna inglese che tra bicchieri di vini e pinte di birra e tra giorni e notti a servizio del capo, spera di allontare i fantasmi della sua solitudine; il giovane studente pakistano che tra le 8.25 e le 8. 43 di una qualsiasi piovosa mattina cerca di offrire la sua compagnia su un autobus dai vetri appannati; la giovane architetta che si illude che un sano rapporto lavorativo sia sufficiente a sconfiggere tutto il marcio che gli gira attorno.

sono tutti diversi gradi di disperazione umana.

Wednesday, February 24, 2010

this is england

quando ho visto finalmente la luce, seppure flebile, mi sono trovata di fronte alla tristezza inglese in tutto il suo splendore.

sopra l'orizzonte un colore grigio formato da una densa pioggerellina battente, sotto l'orizzonte un insieme di case tutte uguali, bianche e rosse, isolate e desolanti.

Tuesday, February 09, 2010

manipolazioni

era un teatro.
dan stava seduto di fianco al suo ex capo, ora divenuto socio in affari, tenendo tra le mani, lo schermo di un computer portatile che lo irradiava di dati, scrupolosamente composti, ricomposti, controllati, ricontrollati che tentavano di sintetizzare con riquadri, numeri e colori l'andamento e la gestione delle risorse umane.
peccato che dan di umano avesse ben poco, al di fuori di una incontrollabile paura di tutto.

i due erano impegnati in quella che doveva essere una conversazione casuale sul destino dell'azienda di un importante cliente. il suo ex capo lo aggiornava sugli sviluppi politici di una situazione oramai divenuta imbarazzante anche per il governo, facendo attenzione ad accentuare alcune parole nella speranza di suscitare interesse e trasmettere fiducia a sal che stava timidamente in piedi sulla soglia in attesa di essere ammesso ad entrare.

era un teatro. i faretti alogeni che inondavano la bianca parete di fondo con archi di luce gialla, le porte semi aperte, il mare di sguardi indiscreti che lanciavano fuggevoli occhiate verso il vetro della sala riunione nella speranza di cogliere un qualche segno alimentatore di gossip. il set in porcellana accompagnato da un piattino di biscotti 'dirigenziali' richiesti specialmente per l'occasione: il tè delle 4.45.

erano persino teatrali le frasi con le quali la conversazione era traslata a celebrare 'l'occasione' per cui i due ora si rincorrevano di convenevoli invitandosi a prendere un biscotto piuttosto che l'altro.

insomma, tutto lasciava presagire il dramma che di lì a poco sarebbe andato in scena.

Wednesday, January 27, 2010

commuter city

a commuter city non ci si meraviglia di niente, non ci si domanda se è veramente un 'good service' che è 'operating on ALL london underground lines' mentre assonnati si spera che sul prossimo treno non si presenti l'ennesimo muro di carne umana all'apertura delle porte, non ci si interroga sul motivo per cui questo sia l'unico sistema metropolitano al mondo per cui arrivare in tempo non dipende più dalla propria capacità organizzativa ma interamente da uno dei 'signals' cosparsi nelle viscere della città.

non ci si meraviglia nemmeno del fatto che l'autista di un servizio pubblico privatizzato decida di non fare salire gente a bordo, ...e se sono in cinque gli autisti a prendere la stessa decisione ad intervalli di '7-12 minutes', ciò significa che si potrebbe aspettare anche 60 minuti per un autobus.

a commuter city è normale lasciare i rifiuti sui treni e sulle banchine perchè è meglio vederla la spazzatura piuttosto che usare i cestini [altrimenti noti come possibili portatori sani di bombe].

i quotidiano dello scandalo fanno a gara per riuscire a sbattere in copertina le immagini più scioccanti del giorno, mese o anno che sia, ma non riescono a catturare gli occhi patinati dei distratti lettori e finiscono col mescolarsi alla tappezzeria / spazzatura delle carrozze.

a commuter city il tempo è scandito dai nomi delle fermate annunciati in microfoni senza tempo, per cui sai di essere in ritardo quando aspetti che si liberi la banchina ad earl's court, e sai che potresti non arrivare mai quando il display digitale è muto.

a commuter city nessuno mai si domanda: ma dove sto andando, e perchè?

Friday, November 20, 2009

illuminazioni

forse anche io, a mio modo...sono un po' un fattore antropico di caos..e anche tu.

Thursday, October 22, 2009

1995, moby was right. everything IS wrong

Wednesday, October 21, 2009

the one and the other

l’uno cammina padrone, richiamando all’ordine con colloqui faccia a faccia, monologhi composti da intimidazioni di vario genere, allo scopo di mantenere la pressione alta.

l’altro cammina disinvolto, mescolando caffe’ e distribuendo sorrisetti la cui gamma dentale e’ direttamente proporzionale allo ‘sforzo’ richiesto.

Wednesday, September 30, 2009

funziona così

se ti piaciamo ci piaci,
se stai con noi non stai con loro,
se stai con loro sei contro di noi,
se non vedi, non senti, non parli e non pensi, sei di famiglia.

cos'è?

Tuesday, September 29, 2009

thinking that things can change...gives me hope

oggi all'asilo abbiamo ricevuto una lettera, che tra le altre cose riportava:

"The company has been exploring ways of avoiding compulsory redundancies and minimising the number of employees affected. Measures which we may take to avoid redundancies include offering voluntary early retirement, voluntary redundancy, suspension of recruitment, and restricting overtime. If you have any suggestions on ways to avoid redundancies please let me know."

considerato che:
non ci sono dipendententi in età pensionabile,
non ci sono impiegati kamikaze,
continuare ad assumere gente sarebbe troppo una presa per il culo,
limitare l'overtime è già una presa per il culo in quanto gli straordinari non vengono retribuiti [ma sorge il dubbio che vengano pagati...]

mi sento decisamente presa in giro.

...meglio pensare a cose serie:

hopenhagen