Wednesday, January 27, 2010

commuter city

a commuter city non ci si meraviglia di niente, non ci si domanda se è veramente un 'good service' che è 'operating on ALL london underground lines' mentre assonnati si spera che sul prossimo treno non si presenti l'ennesimo muro di carne umana all'apertura delle porte, non ci si interroga sul motivo per cui questo sia l'unico sistema metropolitano al mondo per cui arrivare in tempo non dipende più dalla propria capacità organizzativa ma interamente da uno dei 'signals' cosparsi nelle viscere della città.

non ci si meraviglia nemmeno del fatto che l'autista di un servizio pubblico privatizzato decida di non fare salire gente a bordo, ...e se sono in cinque gli autisti a prendere la stessa decisione ad intervalli di '7-12 minutes', ciò significa che si potrebbe aspettare anche 60 minuti per un autobus.

a commuter city è normale lasciare i rifiuti sui treni e sulle banchine perchè è meglio vederla la spazzatura piuttosto che usare i cestini [altrimenti noti come possibili portatori sani di bombe].

i quotidiano dello scandalo fanno a gara per riuscire a sbattere in copertina le immagini più scioccanti del giorno, mese o anno che sia, ma non riescono a catturare gli occhi patinati dei distratti lettori e finiscono col mescolarsi alla tappezzeria / spazzatura delle carrozze.

a commuter city il tempo è scandito dai nomi delle fermate annunciati in microfoni senza tempo, per cui sai di essere in ritardo quando aspetti che si liberi la banchina ad earl's court, e sai che potresti non arrivare mai quando il display digitale è muto.

a commuter city nessuno mai si domanda: ma dove sto andando, e perchè?

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