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lo spazio bianco.
l’idea di iniziare a scrivere di architettura, o di qualsiasi altra cosa è stato un piccolo trauma.
quindi la prima “altra cosa” di cui scriverò è proprio la vacuofobia che mi ha assalito anche nel dover affrontare lo spazio vuoto di un blog.
un incoraggiamento l’ho trovato nel pensiero delle infinite possibilità che il vuoto offre.
nel vuoto tutto può succedere.
o quasi.
in letteratura il vuoto si riempie di pensieri ma rimane immateriale,...in musica il vuoto si concretizza per pause, per detrazione e può diventare molto “pesante”...in pittura in qualche modo il vuoto lo si affronta per stratificazione,...in scultura si crea vuoto per dar vita alla materia,...in architettura il vuoto ha lo stesso peso del pieno,...in parole ha mille accezioni.
in qualsiasi modo si osservi, il vuoto - sia esso lo spazio di un foglio bianco, di uno spartito, o quello occupato da un cubo di pietra - contribuisce a creare dei luoghi – mentali, sonori, bidimensionali o tridimensionali - e inevitabilmente si trova ad apportare delle qualità allo spazio.
“all’interno dello spazio tutte le parti sono l’una all’altra equivalenti, nel senso che sono sottomesse alla stessa astratta regola, che non tiene affatto conto delle loro differenze qualitative”.....”il luogo al contrario, .....non equivale a nessun altro, ....non può essere scambiato con nessun altro senza che tutto cambi”
(franco farinelli in geografia)
ma dopo mille navigazioni, un sorriso
www.emptywebsite.coma.