Inzierei così, sottolineando un benvenuto-sfida a venire in questo paese sepolto sotto le rovine di una civiltà, ahimè, scomparsa...
e pensare che in altri tempi, e oramai, altri luoghi, siamo stati l'avanguardia delle civiltà e l'architettura ne era l'espressione più alta.
Purtroppo nell' a.D. 2006 le cose non sono più così, 'civiltà' è una parola che sta uscendo dal dizionario comune, 'avanguardia' è già uscita da un pezzo.
Recentemente mi sono trovata coinvolta in una ricerca di lavoro trasversale, che non mi riguardava direttamente.
Una ragazza straniera, venuta in Italia con la speranza di crearsi un futuro qui (povera illusa!), neo-laureata in architettura, approda in uno studio dove le viene proposto di lavorare gratis per 3 mesi, in prova, dopotutto "non sai fare niente, ti devo formare, poi regolarizziamo la tua posizione". Trascorrono 9 mesi. La ragazza, per nulla abituata alla cultura italiana, mi confida che nel suo paese (la Francia) quando un giovane si laurea, è "con sè", cioè smette di dipendere dai genitori, e che quindi prova un pò di imbarazzo a chiedere di essere mantenuta all'estero.
Torna dal datore di lavoro (che forse più che datore è prenditore) e chiede di regolarizzare la posizione. Le vengono offerti 400€ lordi.
Dove siamo? A Milano. Costo di una stanza di 12mq pagati in nero in condivisone? 350€. Giorni in un mese 30. Ipotizzando di non pagare tasse rimangono 1 euro e 66 centesimi al giorno per le spese. Ovviamente la ragazza non mangia, non si lava, non si veste, non telefona.
Comunque accetta, sperando che dopo altri 3 mesi, le cose possano cambiare, ma ciò non accade. Per "sopravvivere" avrebbe bisogno almeno di 1200€ lordi.
Ma non le vengono concessi.
Comincia una ricerca lavorativa, curriculum via lettera, via email, telefonate...purtroppo la realtà è questa. Chiamo tutti gli amici architetti e le risposte sono sempre le stesse, il percorso dei giovani è sempre lo stesso. A Milano, se vuoi guadagnare 1500€ (lordi) in uno studio di architettura devi avere almeno 5anni di esperienza. E comunque non esistono i contratti. Vieni invitato ad aprire la partita IVA come libero professionista, che ha un costo per te, per lo studio diventi completamente detraibile, non si sognano di fare un contratto, ma ti viene chiesta l'esclusiva...ma allora che libero professionista sei?
La ricerca trasversale mi spinge a contattare amici inglesi, conosciuti durante i miei anni trascorsi a vivere e lavorare a Londra. La ragazza francese si spinge a cercare lavoro in Francia, per capire se nel suo paese, il sistema funziona allo stesso modo.
CASE STUDY 1: LONDON
Da Londra mi arrivano conferme, il sistema non è cambiato, cioè, quando cerchi lavoro da neolaureato ti offrono un contratto con un salario minimo di 20000£/anno (29700€: 2475€/mese), dopo 5/6 anni di esperienza il salario passa a 35000£/anno (52000€: 4330€/mese). Si penserà che il costo della vita è qudruplo e che quindi i conti tornano. Ma non è così. Un appartamento di due locali in affitto in centro a Milano costa 800/1200€ al mese. A Londra costa 1000/1200£ al mese, che corrispondono a circa 1400€ al mese. La sproporzione non è di 1 a 3, ma 1 a 1.5. Questo si traduce nella possibilità di mettere da parte dei soldi, sposarsi, comprare una casa, avere dei figli. Costruirsi una vita. Tutte cose che qui in Italia non si possono fare, e se si fanno, è grazie ai genitori, che dopo i loro sacrifici, ne fanno altri per amore dei figli.
CASE STUDY 2: PARIS
Da Parigi arrivano altre conferme, il sistema non è cambiato, cioè, quando cerchi lavoro da neolaureato ti offrono un contratto con un salario minimo di 18000€/anno (inclusa la tredicesima), dopo 5/6 anni di esperienza il salario passa a 30000€/anno. Il costo della vita non è quadruplo. Un appartamento di due locali a Parigi costa 900€/mese. Questo si traduce nella possibilità di mettere da parte dei soldi, sposarsi, comprare una casa, avere dei figli. Costruirsi una vita.
CASE STUDY 3: ITALIA - FRANCIA 0-4 abbiamo trovato un studio di architettura che ha sede in Italia e in Francia, rispettivamente a Roma e Parigi. Abbiamo fatto una prova e indovinate un pò? In Italia al colloquio hanno chiesto la partita IVA, hanno chiesto l'esclusiva, sono stati evasivi sul contratto, e non hanno fatto un'offerta economica formale. (cosa che succede in tutti gli altri paesi in Europa, e in tutti gli altri settori anche in Italia) In Francia hanno offerto un contratto, con la tredicesima, il rimborso spese e hanno fatto una proposto economica formale. E' lo stesso studio di architettura. In Italia gli è consentito fare cose che all'estero non si possono fare. Perchè?
Vorrei avere delle risposte.
E i prenditori di lavoro in Italia? Loro continuano a prendere. C'è sempre un genitore che è disposto a mantenere il figlio. C'è sempre un figlio che è disposto a lavorare a gratis. C'è sempre uno stato che ti consente di prendere e non dare.
Non mi sono sentita di consigliare alla ragazza francese di rimanere in Italia. E mi dispiace. La realtà è che nemmeno io mi sento di rimanere in Italia.
GOODBYE ITALY!
E' mia consetudine ricercare i significati delle parole che uso, un pò per curiosità, un pò per sviscerarne eventuali significati, un pò per cercare conferme o smentite di alcuni pensieri.
Ironia della sorte, tra i significati di civiltà trovo per estensione: cortesia, urbanità, buona educazione.
Chissà come mai, se penso alla città in cui vivo, alla televisione che guardo, al lavoro che svolgo, stento a riconoscere i valori della civiltà.
civiltà
s. f.
1 il complesso degli aspetti materiali, sociali e spirituali che identificano un popolo in una data epoca e area: la civiltà assiro-babilonese, araba, europea; la civiltà medievale, moderna, delle macchine, del futuro | civiltà delle immagini, quella caratteristica dei tempi più recenti, nella quale le immagini (fotografiche, cinematografiche, televisive, elettroniche ecc.) tenderebbero a sostituire progressivamente la parola scritta nella comunicazione
2 il livello di cultura e di progresso materiale, sociale e spirituale raggiunto dall'umanità intera o da un popolo in particolare: la civiltà umana sembra essere giunta a una svolta; un popolo dalla civiltà ancora feudale
3 (estens.) cortesia, urbanità, buona educazione: trattare qualcuno con civiltà.
avanguardia
ant. vanguardia, s. f.
1 reparto militare che precede il grosso delle truppe in marcia per proteggerle da attacchi di sorpresa | all'avanguardia, (fig.) in posizione avanzata rispetto ad altri, precorrendo i tempi per concezioni, iniziative, progetti e sim.: un'azienda all'avanguardia nel suo settore
2 movimento artistico o letterario che mira programmaticamente alla ricerca e alla sperimentazione di nuove forme espressive, in polemica con quelle tradizionali: musicista, scrittore d'avanguardia; le avanguardie del Novecento (o avanguardie storiche), il surrealismo, l'astrattismo, il futurismo, la dodecafonia ecc.