Monday, October 30, 2006

politically correct

uscendo da un locale, di cui ho sinceramente rimosso le qualità e le coordinate spaziali, mi sono imbattuta nella versione "educanda" del mio sottoesposto pensiero, ovvero il progetto stronzo.
pensato da qualcuno-altro in qualità di promocard con presunti fini educativi, si limita ahimè solo all'ambito "parco", insomma..un invito subliminale ad usare i marciapiedi!

(anche perchè a milano di "parchi" non ce ne sono!).

.....

politically incorrect



rilancio il p.s.: campagna di sensibilizzazione in difesa del pedone.

Monday, October 23, 2006

skogskyrkogården

a little closer to understanding death and architecture.

Thursday, October 19, 2006

evviva il festiv.....

NO!!! si dice FESTA!
NO! si dice baasta!
chi non è abituale ascoltatore di programmi radiofonici forse pensa che abbia definitivamente perso la testa, eppure non è così, più semplicemente è che dopo aver ascoltato per l'ennesima volta la celebrazione di quanti autografi sono stati firmati da un fips piuttosto che dall'altro, e quanto sono tutti belli e bravi per questo festivA del cinema...(che diciamolo, ci mancava! dopotutto cannes, venezia, sundance, toronto, berlino, los angeles, new york, annecy, montreal, rotterdam, locarno, londra... non erano sufficienti).
insomma baasta...secondo una mia personale teoria del complotto (la trecentomilionesima - nata oggi!) ci stanno distraendo da qualcosa che non ci vogliono dire con una kidman a quaranta denti, un acclamato clooney (lui di denti ne avrà almeno 50!)..noi il nuovo mondo non abbiamo mai smesso di sognarlo, ed è così facile accontentarci, basta trasformare l'italia in una vera e propria penisola dei famosi, che fa dell'italia una reale penosisola!

passando invece alla penosisola televisiva, proprio ieri la popolare trasmissione ha perso il suo protagonista numero uno, il "bestemmiatore maremmano"! (la frase più bella rimane quella di una "wannabe island-famous", la quale, in maniera molto naive, ha esclamato: ma non lo sapevano, quando l'hanno preso, che bestemmiava?

Tuesday, October 17, 2006

selftitled

Friday, October 13, 2006

caput mundi

roma, di cui allego il curriculum vitae, di questi tempi è di moda. c'è chi ci va per le vacanze di natale (anche se avrei scelto una stagione un pò più gloriosa per la capitale), chi ci va per raggiungere qualcuno nel weekend (e se la vive un pò di passaggio, senza capire cosa è più interessante, la città o l'amore), chi ci si reca per distrarsi un pò (il festival del cinema è la cosa più glam di roma degli ultimi millenni!), c'è chi ci si trasferisce per un pò in cerca di oro (e non credo che abbia molta moneta corrente da offrire), c'è chi ci investe il proprio futuro, (e qui le spetta un ruolo veramente "capitale").
poi c'é proprio chi non sa se andarci, perchè viene da un altro passato e va verso un altro futuro e una tappa lì proprio non se l'aspettava. è vero anche che il mondo è sempre pieno di sorprese, e che ogni luogo ha il potenziale di una nuova vita.
e poi con un curriculum così come si fa ad ignorarla? però se penso all'architettura come un vestito, la città è un pò la stanza in cui ti deve piacere chiudere la porta e giocare per ore, senza renderti conto che il tempo passa...

Saturday, October 07, 2006

WELL, COME TO ITALY!

Inzierei così, sottolineando un benvenuto-sfida a venire in questo paese sepolto sotto le rovine di una civiltà, ahimè, scomparsa...
e pensare che in altri tempi, e oramai, altri luoghi, siamo stati l'avanguardia delle civiltà e l'architettura ne era l'espressione più alta.
Purtroppo nell' a.D. 2006 le cose non sono più così, 'civiltà' è una parola che sta uscendo dal dizionario comune, 'avanguardia' è già uscita da un pezzo.

Recentemente mi sono trovata coinvolta in una ricerca di lavoro trasversale, che non mi riguardava direttamente.

Una ragazza straniera, venuta in Italia con la speranza di crearsi un futuro qui (povera illusa!), neo-laureata in architettura, approda in uno studio dove le viene proposto di lavorare gratis per 3 mesi, in prova, dopotutto "non sai fare niente, ti devo formare, poi regolarizziamo la tua posizione". Trascorrono 9 mesi. La ragazza, per nulla abituata alla cultura italiana, mi confida che nel suo paese (la Francia) quando un giovane si laurea, è "con sè", cioè smette di dipendere dai genitori, e che quindi prova un pò di imbarazzo a chiedere di essere mantenuta all'estero.
Torna dal datore di lavoro (che forse più che datore è prenditore) e chiede di regolarizzare la posizione. Le vengono offerti 400€ lordi.

Dove siamo? A Milano. Costo di una stanza di 12mq pagati in nero in condivisone? 350€. Giorni in un mese 30. Ipotizzando di non pagare tasse rimangono 1 euro e 66 centesimi al giorno per le spese. Ovviamente la ragazza non mangia, non si lava, non si veste, non telefona.
Comunque accetta, sperando che dopo altri 3 mesi, le cose possano cambiare, ma ciò non accade. Per "sopravvivere" avrebbe bisogno almeno di 1200€ lordi.
Ma non le vengono concessi.
Comincia una ricerca lavorativa, curriculum via lettera, via email, telefonate...purtroppo la realtà è questa. Chiamo tutti gli amici architetti e le risposte sono sempre le stesse, il percorso dei giovani è sempre lo stesso. A Milano, se vuoi guadagnare 1500€ (lordi) in uno studio di architettura devi avere almeno 5anni di esperienza. E comunque non esistono i contratti. Vieni invitato ad aprire la partita IVA come libero professionista, che ha un costo per te, per lo studio diventi completamente detraibile, non si sognano di fare un contratto, ma ti viene chiesta l'esclusiva...ma allora che libero professionista sei?

La ricerca trasversale mi spinge a contattare amici inglesi, conosciuti durante i miei anni trascorsi a vivere e lavorare a Londra. La ragazza francese si spinge a cercare lavoro in Francia, per capire se nel suo paese, il sistema funziona allo stesso modo.

CASE STUDY 1: LONDON
Da Londra mi arrivano conferme, il sistema non è cambiato, cioè, quando cerchi lavoro da neolaureato ti offrono un contratto con un salario minimo di 20000£/anno (29700€: 2475€/mese), dopo 5/6 anni di esperienza il salario passa a 35000£/anno (52000€: 4330€/mese). Si penserà che il costo della vita è qudruplo e che quindi i conti tornano. Ma non è così. Un appartamento di due locali in affitto in centro a Milano costa 800/1200€ al mese. A Londra costa 1000/1200£ al mese, che corrispondono a circa 1400€ al mese. La sproporzione non è di 1 a 3, ma 1 a 1.5. Questo si traduce nella possibilità di mettere da parte dei soldi, sposarsi, comprare una casa, avere dei figli. Costruirsi una vita. Tutte cose che qui in Italia non si possono fare, e se si fanno, è grazie ai genitori, che dopo i loro sacrifici, ne fanno altri per amore dei figli.

CASE STUDY 2: PARIS
Da Parigi arrivano altre conferme, il sistema non è cambiato, cioè, quando cerchi lavoro da neolaureato ti offrono un contratto con un salario minimo di 18000€/anno (inclusa la tredicesima), dopo 5/6 anni di esperienza il salario passa a 30000€/anno. Il costo della vita non è quadruplo. Un appartamento di due locali a Parigi costa 900€/mese. Questo si traduce nella possibilità di mettere da parte dei soldi, sposarsi, comprare una casa, avere dei figli. Costruirsi una vita.

CASE STUDY 3: ITALIA - FRANCIA 0-4 abbiamo trovato un studio di architettura che ha sede in Italia e in Francia, rispettivamente a Roma e Parigi. Abbiamo fatto una prova e indovinate un pò? In Italia al colloquio hanno chiesto la partita IVA, hanno chiesto l'esclusiva, sono stati evasivi sul contratto, e non hanno fatto un'offerta economica formale. (cosa che succede in tutti gli altri paesi in Europa, e in tutti gli altri settori anche in Italia) In Francia hanno offerto un contratto, con la tredicesima, il rimborso spese e hanno fatto una proposto economica formale. E' lo stesso studio di architettura. In Italia gli è consentito fare cose che all'estero non si possono fare. Perchè?

Vorrei avere delle risposte.

E i prenditori di lavoro in Italia? Loro continuano a prendere. C'è sempre un genitore che è disposto a mantenere il figlio. C'è sempre un figlio che è disposto a lavorare a gratis. C'è sempre uno stato che ti consente di prendere e non dare.

Non mi sono sentita di consigliare alla ragazza francese di rimanere in Italia. E mi dispiace. La realtà è che nemmeno io mi sento di rimanere in Italia.

GOODBYE ITALY!

E' mia consetudine ricercare i significati delle parole che uso, un pò per curiosità, un pò per sviscerarne eventuali significati, un pò per cercare conferme o smentite di alcuni pensieri.
Ironia della sorte, tra i significati di civiltà trovo per estensione: cortesia, urbanità, buona educazione.
Chissà come mai, se penso alla città in cui vivo, alla televisione che guardo, al lavoro che svolgo, stento a riconoscere i valori della civiltà.

civiltà
s. f.
1 il complesso degli aspetti materiali, sociali e spirituali che identificano un popolo in una data epoca e area: la civiltà assiro-babilonese, araba, europea; la civiltà medievale, moderna, delle macchine, del futuro | civiltà delle immagini, quella caratteristica dei tempi più recenti, nella quale le immagini (fotografiche, cinematografiche, televisive, elettroniche ecc.) tenderebbero a sostituire progressivamente la parola scritta nella comunicazione
2 il livello di cultura e di progresso materiale, sociale e spirituale raggiunto dall'umanità intera o da un popolo in particolare: la civiltà umana sembra essere giunta a una svolta; un popolo dalla civiltà ancora feudale
3 (estens.) cortesia, urbanità, buona educazione: trattare qualcuno con civiltà.

avanguardia
ant. vanguardia, s. f.
1 reparto militare che precede il grosso delle truppe in marcia per proteggerle da attacchi di sorpresa | all'avanguardia, (fig.) in posizione avanzata rispetto ad altri, precorrendo i tempi per concezioni, iniziative, progetti e sim.: un'azienda all'avanguardia nel suo settore
2 movimento artistico o letterario che mira programmaticamente alla ricerca e alla sperimentazione di nuove forme espressive, in polemica con quelle tradizionali: musicista, scrittore d'avanguardia; le avanguardie del Novecento (o avanguardie storiche), il surrealismo, l'astrattismo, il futurismo, la dodecafonia ecc.

Thursday, October 05, 2006

replica





" well it's another one of those days where i think i don't understand much about life (mine in particular)...and i end up reading you blog (zach braff's for those who read it here)...and envy your travelling plans.
how cool would that be to just do that as a living...like
'what do you do?', 'i am a traveller.'
...so the best shot is the location scout, isn't it? or maybe one of those documentary makers that go and sit in the middle of nowhere and wait for a bird to to fly across the airspace...but then again, i take it pilot is off the list cause i'm too old, hostess as well, i do't see myself running around on an aircraft with a stripy bluandred outfit...."
i definetely don't want to be flying around working like madness for some crazy super corporate identity (in my mind they all ceased to be companies and are now just big brands spraying their stuff all around - though since i am a voracious consumer i do buy their stuff everywhere i can), if i could write i guess writing travelling guides would be a good choice, as long as you don't have to keep a pace of a book a day.

the point is i got it all wrong, i am dedicating my life to the most frustrating job, in the most frustrating country (european and civilized, cause i'm sure the same thing in africa would be more rewarding, cause people would somehow AT LEAST appreciate your work.)...


know what...no i am not..

end of the thought.

Tuesday, October 03, 2006

snow

better white than gray.
"subtle change" direi.
la notte insonne trascorsa a pensare: ho talmente sonno che non ricordo a cosa stessi pensando, il che si traduce in una perdita di tempo.
aspettando la neve.

Monday, October 02, 2006

mynd city